Impianti geotermici: il Cnr ha stilato l’Atlante geotermico italiano

atlante geotermico italiano

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Il problema principale che ha impedito finora il corretto sfruttamento dell’energia geotermica in Italia, quella derivante, cioè, dall’uso del calore prodotto negli strati più profondi della superficie terrestre, sta per essere risolto.

Il Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche), infatti, è attualmente impegnato in un progetto di sviluppo per l’Italia e il Mezzogiorno che prevede la mappatura del territorio italiano con l’indicazione di tutte le aree più favorevoli alla costruzioni di centrali geotermiche perché caratterizzate da accumuli di energia termica nel sottosuolo.

Presto, quindi, nuove centrali geotermiche potranno affiancare le già 31 presenti in Toscana, la regione italiana che primeggia dal punto di vista dello sfruttamento di questa importante fonte d’energia rinnovabile. È proprio qui, infatti, che sorgono alcune delle più importanti centrali geotermiche eurepee che, grazie all’energia che estraggono riescono a rifornire di energia pulita circa 2 milioni di famiglie.

Per quanto riguarda lo sfruttamento dell’energia geotermica, rispetto agli altri paesi del mondo l’Italia è attualmente al 5° posto, dietro gli Stati Uniti, l’Indonesia, le Filippine e il Messico. Siamo già forniti del potenziale tecnologico necessario per sfruttare al meglio il calore proveniente dagli strati più profondi del Pianeta: ciò che ha rallentato il pieno sfruttamento di questa fonte energetica rinnovabile, finora, è stata proprio la difficoltà nell’individuazione dei cosiddetti “serbatoi geotermici”, quelli all’interno dei quali è racchiuso il calore terrestre.

I vantaggi relativi alla nascita dell’Atlante geotermico in grado di indicare le aree più favorevoli per la nascita di nuove centrali, in particolare, sono numerosi. Molte più famiglie, infatti, potrebbero riuscire a soddisfare il proprio fabbisogno di energia elettrica grazie al calore prodotto dalla Terra e, di conseguenza, si ridurrebbero l’emissione di CO2 nell’atmosfera e l’uso delle fonti non rinnovabili legate allo sfruttamento del petrolio.

L’Atlante geotermico, inoltre, rappresenterà un grande vantaggio per le comunità locali perché sarà lo strumento in grado di attrarre gli investitori interessati a realizzare le centrali fornendo, contemporaneamente, opportunità occupazionali.

Come indicato nel comunicato stampa diffuso dal Cnr, l’attenzione degli studiosi si sta concentrando in primo luogo nell’individuazione delle fonti geotermiche nell’Italia meridionale al fine di favorire lo sviluppo economico nel Sud Italia. Successivamente, ma sempre entro tempi brevi in modo da contribuire al raggiungimento degli obiettivi sanciti da Europa 2020, si procederà alla mappatura dei restanti territori italiani.

La realizzazione dell’Atlante geotermico, inoltre, vedrà il coinvolgimento di altri Enti di ricerca a livello locale e nazionale: le Università locali, l’Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

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